Prime Esperienze
Preda
16.07.2025 |
3.700 |
3
"Irene era di una bellezza sconvolgente, capelli corti a caschetto due occhi grandi e azzurri, lineamenti straordinariamente dolci, un seno enorme una quarta misura che era fin lì stata..."
Sono Mirko, ho 31 anni, da quando mi sono sposato non curo in effetti più la mia forma fisica dedicandomi più al lavoro e a rafforzare il rapporto con mia moglie.Dopo 3 anni di sacrifici mi son sentito mettere all'angolo da Vittoria, che stanca di vedere al suo fianco un uomo , poco in forma, e sono gentile nel descrivere come mi abbia apostrofato, mi mise difronte alla possibilità di recuperare la forma fisica, lasciando in sospeso e sottintesa l'altra possibilità di essere lasciato.
Fu lei a darmi i numeri di tre palestre non lontano da casa fra cui scegliere.
Dopo una settimana di riflessioni mi iscrissi alla prima di cui estrassi il biglietto da visita. Leonardo mi seguì per i primi 6 mesi e i risultati non mancarono persi diversi chilogrammi il mio aspetto non posso negare ne giovò, e non solo quello, ebbe ripercussioni inaspettatamente positive anche a lavoro. Inaspettatamente non influì sulla mai vita di coppia, che anzi sembrò sempre più distaccata.
Provavo continuamente a stuzzicare voglie e fantasie di Vittoria ma niente, era un muro. Il tutto feci mente locale peggiorò quando Leonardo mi propose un allenamento intensivo, ma avrei dovuto esser seguito da un altro istruttore e alla sera.
Ormai l'allenamento in palestra era diventato un appuntamento per me irrinunciabile, mi piaceva il nuovo me sempre più pieno di energie e pronto a sfogare l'adrenalina accumulata al lavoro e abbattere i livelli di testosterone per l'astinenza forzata impostami da Vittoria.
Irene era l'istruttrice che mi prese sotto la sua supervisione, era un'atleta di arti marziali e iniziò a coinvolgermi in queste sue discipline che a livello fisico erano davvero massacranti.
Col passare del tempo il nostro affiatamento e confidenza aumentò a tal punto che, gli scappò un comento ad alta voce, pur scusandosi l'aveva fatto, e il tarlo della sua idea, quello che mia moglie potesse avere un amante, mi crollò addosso con la forza di 100 palazzi.
Erano passato un paio di anni da quella affermazione fatta, e mi resi conto che il tarlo dei dubbi non solo non mi aveva lasciato ma il comportamento di Vittoria, non facevano altro che alimentarli, iniziai ad avere attacchi di panico mentre mia moglie era sempre felice e spensierata. Troppo spensierata non facendo più commenti sulla forma fisica ritrovata, non dedicandomi più delle attenzioni di tutti i tipi, era sempre più assente , capii che non solo si sembrasse ma arrivai a concludere che fossimo diventati estranei l'uno all'altro. Mi rispondeva a monosillabi a volte nemmeno in modo coerente alla domanda posta.
Assunto un investigatore privato ebbi le prove documentate e inconfutabili della verità, mi tradiva davvero. Non sapevo che il mio stesso investigatore avesse fatto indagini anche su di me, ma il mi comportamento integerrimo servì ad avallare la tesi che mia moglie avesse architettato tutto per avere più tempo per dar sfogo ai suoi tradimenti, che avvennero anche all'interno del tetto coniugale.
In tribunale le provò tutte pur di provare a vincere quella guerra, ripercorrendo gli stessi fatti che di fatto ne aggravavano la posizione invece che sollevarla dalla stessa. Le prove esibite furono una falce sul prato, provò ad attaccare il giudice ma essendo donna, fu messa a tacere in mood brusco e lapidario, La preda si è ritrovata lupo, e il lupo preda, perché anche la preda più inerme può ribellarsi e vincere con il lupo! commentò a calce il giudice, mentre emetteva la sentenza dura nei confronti di Vittoria, facendomi ottenere anche più del richiesto.
Quella sera, pur avendo vinto su tutti i fronti, mi sentii vuoto,1qaxc i mi sembrava che il solo trovarmi in quello stato mi rendesse in qualche modo vittima di una nuova violenza.
Mi ritrovai, senza saperne bene il motivo in palestra, fuori dal giorno consueto, alternando esercizi senza sosta, non rispondendo a nessuno che provava ad interagire con me.
Quando iniziai a prendere a pugni il sacco con un eccessiva violenza, ero rimasto solo assieme al proprietario che d'istinto chiamò Irene.
Ero sotto la doccia, e gli fu raccontato più o meno cosa avessi fatto per 6h di fila, gli raccontò pure l'esito della sentenza, e il mi pianto che, nel silenzio generale della palestra dallo spogliatoio sicuramente poteva giungere fino a loro.
Lo spogliatoio prevede una zona docce non visibile dal resto dello spogliatoio, ero seduto a terra con le mani a tenermi la testa, alzai la testa e vidi Irene.
Avanzando con la sua solita sicurezza lentamente verso di me, completamente nuda, come a volersi far studiare, a lasciarmi il tempo di metabolizzare razionalmente cosa il tutto significasse.
Irene era di una bellezza sconvolgente, capelli corti a caschetto due occhi grandi e azzurri, lineamenti straordinariamente dolci, un seno enorme una quarta misura che era fin lì stata ottimamente nascosta da reggiseni sportivi contenitivi.
La camminata evidenziava i suoi addominali, che avevo già notato ma adesso, sembravano molto più sexy e seducenti.
Non nego che tante volte mi fossi chiesto sotto come fosse, folta, depilata o solo curata.
Portava una striscia verticale sul suo pube e quando lo notai mi si bloccò il respiro, ormai era difronte a me, talmente vicina che... non ebbi il tempo di fare un paragone che allungate le mani prese la mia testa e, la condusse verso di lei provocandone, avvicinandosi e trovando la posizione, il contatto.
Si, posizionò la sua fica a contatto col mio viso, il battito accelerò e risposi come un automa all'invito mentre il mio cazzo già da qualche minuto era teso e pulsante.
Iniziai a leccare quella meraviglia accolto da gemiti sempre più frequenti e a tonalità diverse mentre le sue mani ferme sulla mia testa imploravano di non fermarmi nella malaugurata ipotesi che lo avessi preso in considerazione.
Leccavo ricevendo feedback dal suo ansimare, gemere e dal tremore delle sue cosce in preda a spasmi muscolari irrefrenabili.
Quando mi dedicai in modo specifico a suggere e leccare senza tregua il suo clitoride turgido come una falange di un mignolo, cacciò due urla in successione rotte dal fiato accelerato che non riusciva a controllare.
In preda ad un raptus degno del peggior maniaco esistente sfogavo la mia voglia repressa ingoiando i succhi prodotti e non dando quartiere ad una fica ormai arrossata e squassata già da due orgasmi in successione.
Lei incapace anche solo di fermarmi traeva piacere da quel trattamento incessante, al terzo orgasmo le gambe cedettero ritrovandosi accanto a me,
Gli sguardi di gratitudine persi l'uno nell'altro ci baciammo lentamente ma in modo assolutamente travolgente, nu bacio lungo delicato, dove le lingue si cercavano scambiandosi l'un l'altra la saliva, bramose di esplorarsi, conoscersi, quasi scambiandosi un reciproco segreto patto di appartenenza.
Irene stravolta e squassata dalla mia lingua, appagata dai tre orgasmi, con lo sguardo sereno, disteso intenta a recuperare energie e forze guardandomi mi confessò di essersi innamorata di me, e prima che potessi chiedergli del suo ragazzo, scuotendo la testa affermò di averlo lasciato appena saputa della mia richiesta di divorzio da Vittoria.
"ho bisogno di recuperare le forze, nessuno mi ha mai distrutta a questo modo con una tale passione!" disse mentre ancora il petto si muoveva in modo frenetico per l'adrenalina in corpo e la calma ancora non ritrovata.
"TI voglio, ma ho bisogno di recuperare! andiamo a cena?" chiese guardando il soffitto del bagno "vieni da me dopo ?" mi chiese diretta guardandomi negli occhi con tono quasi spaventato per la remota ma esistente possibilità di un mio rifiuto.
Lessi il terrore quando risposi prendendola larga, dicendole che fosse una donna stupenda, che mi avesse stregato sembrava in effetti un discorso pronto per una conclusione terribile, ma quando le dissi che non l'avrei lasciata tanto presto.
MI ritrovai sotto il suo corpo mentre mi baciava in modo scomposto e frenetico, ci ritrovammo a baciarsi stringendosi come se avessimo una reciproca paura di perderci, invece ci eravamo appena trovati.
Provò a infilarselo dentro, ma era talmente irritata che le dava fastidio e dopo due tentativi e l' ennesimo bacio ci rivestimmo con due tappe certe, un ristorante per una fugace cena e casa sua, per quella celata e presente promessa di una nottata all'insegna di sesso e amore per recuperare anni di desiderio represso.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Preda:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
